Fast casual dove il food non è solo fast. Gusto e gourmet che piacciono ai Millennials

Pare che il successo del nuovo modello di business nella ristorazione, sia dovuto proprio a loro, i Millennials, attratti dal mangiare veloce in ristoranti cosiddetti fast casual. Altra cosa naturalmente dal fast food, storia passata che appartiene ai genitori, non certamente a chi è alla ricerca di un menu veloce ma basato su ingredienti genuini, gustoso ma sano, stellato forse ma di certo accessibile nei prezzi. Loro i Millennials sono i testimonials inconsapevoli di una formula vincente, in Italia e nel mondo, poi tutti gli altri ne hanno apprezzato qualità, velocità e novità. E il casual food ha avuto la meglio su tanti altri format, dal fast food, appunto, al fine dining. E’ la ristorazione che più piace ai giovani (e non solo a loro) che non rinunciano all’abbinata burger-frappé ma in chiave decisamente salutista con patatine con meno grassi e shake a base di ottima frutta. O che apprezzano la possibilità di mangiare un ramen giapponese veloce a prezzi accessibili, panini gourmet con prodotti di alta cucina, cibo healthy e non solo perché vegan o vegetariano.

 

Ne hanno fiutato il business grandi investitori che in Italia hanno dato vita a negozi in franchising o a catene più o meno conosciute, il cui comune denominatore è il modello di offerta replicabile e i costi bassi. Ma c’è anche chi in Italia non è stato ad aspettare i grandi nomi dell’imprenditoria o società specializzate nella diffusione retail dei food format e ha fatto da sé. Pescaria, il fast casual food a base di pesce, nasce in Puglia in una suggestiva località di mare, dall’idea di due giovani trentenni sostenitori di uno street food paesano che hanno dato vita a un locale di tendenza. Tanto da voler replicare l’idea nel Nord Italia, a Milano, dove da meno di un anno il ristorante ha aperto ed è già un locale di successo.

 

Tra i segreti del fast casual oltre alla proposta informale e veloce nel servizio, la scelta di allinearsi con la tendenza diffusa da anni alla riduzione dei pasti principali a favore di un consumo di snack lungo tutto l’arco della giornata. Hanno intuito questa tendenza e ne hanno fatto un altro modello di business, quei locali ibridi che non sono né bar, né pasticcerie, né panetterie. Luoghi informali anch’essi, dove il servizio è veloce ma accogliente, e che acquistano volti diversi a seconda del momento della giornata, il salato che prende rapidamente il posto del dolce, muffin e ciambelle che ricompaiono dopo pizzette e panini. Fast casual food, appunto.

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